Ribellione di Lucifero

 

  • Lucifero era angelo, il più bello degli angeli. Spirito perfetto inferiore a Dio soltanto. Eppure nel suo essere luminoso nacque un vapore di superbia che esso non disperse. Ma anzi condensò covandolo. E da questa incubazione è nato il Male. Esso era prima che l’uomo fosse. Dio l’aveva precipitato fuor dal Paradiso, l’Incubatore maledetto del Male, questo insozzatore del Paradiso. Ma esso è rimasto l’eterno Incubatore del Male, e non potendo più insozzare il Paradiso ha insozzato la Terra. 5.3.44

  • Come poté divenire Spirito del Male l’arcangelo che era spirito benigno e santo, ma non al punto da essere tutto amore. E’ la misura dell’amore che uno ha in sé, che dà la misura della sua perfezione e della sua refrattarietà ad ogni corruzione. Quando l’amore è completo, nulla può entrare a corrompere. La molecola che non ama è breccia facile  per l’infiltrarsi dei primi elementi che non sono amore. Essi sforzano, allargano e allagano e sommergono gli elementi buoni fino ad ucciderli. Lucifero aveva una incompleta misura dell’amore. Il compiacimento di sé occupava uno spazio in lui, uno spazio in cui non poteva essere amore. Fu la breccia per la quale entrò, rovinosa la sua depravazione. Non poté, per essa, comprendere ed accettare il Cristo Amore, Compendio dell’infinito, unico, Trino Amore. 20.1.46
    Dio, come aveva voluto al suo fianco nelle prime operazioni creative l’arcangelo sublime e lo volle  cognito del futuro della creazione d’amore, così lo volle cognito dell’adorabile e dolorosa necessità che il suo peccato avrebbe imposto a Dio: l’Incarnazione e Morte di un Dio per controbilanciare la rovina del Peccato che si sarebbe creato se Lucifero non avesse vinto la superbia in se stesso. L’Amore non poteva che parlare questo linguaggio. Il primo annichilimento di Dio è in questo atto di voler piegare dolcemente il superbo, supplicandolo quasi, con la visione di ciò che la sua superbia avrebbe imposto a Dio, a non peccare, per portare altri a peccare.
    Era atto di amore. Lucifero, già insatanassato, lo prese per paura, debolezza e affronto, per dichiarazione di guerra;  e guerra mosse verso il Perfettissimo dicendo: “Tu sei? Io pure sono. Ciò che Tu hai fatto, per me l’hai fatto. Non c’è Dio e se un Dio c’è, io sono. Io mi adoro. Io ti aborro. Io mi rifiuto di riconoscere per mio Signore chi non mi sa vincere. Non mi dovevi creare così perfetto se non volevi rivali. Ora io sono e ti sono contro. Vincimi se puoi ma non ti temo. Io pure creerò e per me tremerà il tuo Creato perché io lo scrollerò come brandello di nuvola presa dai venti, perché ti odio e voglio distruggere ciò che è tuo per creare sulle rovine ciò che sarà mio. Non conosco e non riconosco nessun’altra potenza all’infuori di me. E non adoro più, non adoro più, non adoro più altro che me stesso”.
    Veramente allora nel Creato, in tutto il Creato, dall’imo al profondo, fu una convulsione orrenda per l’orrore delle sacrileghe parole. Una convulsione quale non sarà alla fine del Creato. E nacque da essa l’Inferno, il regno dell’Odio. 20.1.46
  • Lucifero, è divenuto Satana per aver rifiutato adorazione all'Amore fatto Carne, pretendendo superbamente di essere capace esso stesso di redimere l'uomo essendo simile a Dio in sostanza, potenza, sapienza, bellezza, anzichè simile per partecipazione di natura, offendendo così lo Spirito Santo, Datore delle luci, sapienze e verità contenute in Dio, e i peccati contro lo Spirito Santo, dei quali Lucifero e i suoi simili in rubellione, si sono resi colpevoli, come molti uomini, non sono perdonati. Rm. 148 - 28.5.48

  • Satana volle essere uguale a Dio in ogni sua azione, libertà, potenza e volontà d’azione, desiderando disordinatamente d'essere esso, creatura creata, uguale a Colui che è Increato………
    Era Lucifero. Si pensò: Luce. Ma essere “apportatore di luce” non è essere la Luce. Ben diverso il “portare” dall’”essere”. (…)  Lucifero prevaricò volendo essere la Luce, perché liberamente e volontariamente volle essere infedele al Signore suo Creatore e alla Grazia sua. Delirante orgoglio di volersi credere Dio, e quindi non soggetto all’ubbidienza e adorazione a Dio, che folgorò il ribelle.
    Da quel momento Satana vuole il “suo”  popolo da contrapporre al Popolo di Dio. E questo fine persegue senza soste, in odio a Dio e alle creature che Dio ama da Padre. E la sua intelligenza, conservata anche dopo la folgorazione divina – intelligenza acutissima, quale si conveniva al principe del popolo angelico – e il suo potere, usa a questo scopo, spiando ogni azione dell’uomo, ascoltando ogni sua parola, traendo dalla cognizione di ogni azione e parola umana, dalla costituzione fisica dell’individuo, dalle malattie, dalle  sventure, dagli studi, dagli affetti, dalle occupazioni, da tutto, tanti terreni per gettarvi la sua zizzania, creando prodigi atti a sedurre e trarre in errore. 172-Rm - 11.6.48
  • Ma l’angelo per primo, conoscendo per sublime dono i misteri futuri e le future opere del Signore, misteri e opere che Lucifero, benché sublime fra gli angeli, mai avrebbe potuto compiere, in luogo di contemplare adorando l’infinita Potenza e Carità del suo Creatore – e ciò sarebbe stato “vivere nell’ordine, vivere nell’armonia dei moti intellettivi buoni” – si aderse contro il suo Signore, in una folle ribellione che uccise in lui e nei suoi seguaci la carità e quindi l’armonia e l’ordine, e creò. Sì, esso pure creò. Ma che? Creò il disordine, il peccato, l’inferno. Ciò che poteva creare uno che s'era avulso da Dio.
    Il disordine nei moti ed istinti umani, che Dio aveva dato buoni, ordinati ed armonici fra loro, in ordine ed armonia al fine ultimo per cui Dio aveva creato l’uomo, venne creato da Lucifero, il ribelle, che per essere stato “splendente al mattino” della celeste creazione degli angeli, si credette “simile al’Altissimo” sopra cui i cieli tentò “innalzare il suo trono”.
    Il peccato  contro l’amore, ossia la superbia della mente e del cuore per cui l’Uomo-Adamo innocente divenne colpevole, il tremendo peccato dell’io che vuole “divenire come Dio”, è stato creato da Lucifero, che poi a esso peccato sedusse l’Uomo per farlo simile a lui in ribellione al Signore.
    198 Rm - 19.1.50

  • Tutto il dolore viene da un disordine creato da un ribelle in Cielo e da un’acquiescenza al disordine proposto da esso, ormai maledetto serpente, nell’Eden, ai due primi abitatori della Terra. Né mai più la prima perfezione, il primo amore, la prima armonia, l’ordine primo, poterono risorgere dopo che volontariamente un angelo e due innocenti preferirono il Male al Bene supremo. Neppure il Sacrificio di un Dio, fattosi Uomo per redimere, valse a ristabilire lo stato primitivo di ordine, armonia, amore, perfezione. La Grazia restaura, ma la ferita resta. La Grazia soccorre, ma i fomiti restano. ….
    Dio chiama, Satana chiama. Dio ispira, Satana ispira. Dio offre i suoi doni, Satana i suoi e tra Dio e Satana sta l’uomo; l’uomo nel quale sono due nature già in lotta fra loro: quella carnale in cui sono i fomiti della Colpa, quella spirituale in  cui sono le voci della Grazia. Se Dio si volge alla parte che da Lui ha somiglianza, perché è il Padre che ama la sua creatura e ad essa si vuole riunire dopo la prova terrena di essa, Satana, l’Avversario, l’Odiatore di Dio e dell’uomo creatura di Dio, all’una e all’altra parte si volge ed aizza la carnale mentre tenta sedurre la spirituale, per vincere e fare preda, da qual “leone ruggente che vuol divorare”, di cui parla l’apostolo Pietro. Rm. 200 – 19.1.50